Un cavallo al Museo
Maggio 25, 2007

La conversione di un cavallo a Capodimonte a maggio 2008
La compagnia di teatro Malatheatre ha il piacere di annunciare la sua partecipazione alla rassegna “Museo in scena” organizzata dal museo di Capodimonte in occasione del suo cinquantenario. Saranno i cortili della reggia a fare da scenario ai tableaux vivants dall’opera di Michelangelo da Caravaggio.
Per informazioni:
La passione di don Giovanni al Lanificio25 di Napoli
Aprile 12, 2007
La passione secondo don Giovanni
ovvero
Così perisce Amore

I want a hero, an uncommon want……
……I’ll therefore take our ancient friend Don Juan.
We all have seen him in the pantomime
Sent to the devil somewhat ere his time.
Voglio un eroe: ed è un voler bislacco……
……Scelgo Don Jùan per mio eroe a stampa.
L’abbiamo visto tutti, e fu una pena,
buttato in malo modo giù di scena.
Gorge G. Byron “Don Juan”
Mentre si chiude il sipario e risuonano le ultime note del Don Giovanni di Mozart il pubblico può finalmente entrare in sala ed assistere alla “famosa” cena.
È “la cena che doveva esserci e non c’è stata” tra il Dissoluto e il Morto.
Una lunga tavola parata a lutto, gli attori seduti intorno attendono che la cena venga servita.
Siamo forse in scena ad opera finita o forse in una voragine scavata nel tempo e nell’Opera. O ancora nell’ istante del trapasso, nel momento in cui Don Giovanni viene trasportato tout entier nei suoi personali inferi. Oppure l’attore che impersona Don Giovanni cadendo nella botola del palcoscenico è svenuto e sta sognando. Se si tratti della cena a fine spettacolo della compagnia o della cena agli inferi non verrà chiarito. Fatto sta che di cibo c’è ne poco, anzi, nulla. E se negli scenari seicenteschi che preludono al Don Giovanni, il Morto offre al suo ospite vermi, serpi e scorpioni, qui le uniche pietanze che verranno messe in tavola dinanzi ai commedianti affamati e al pubblico saranno ricordi serviti sul piatto di un vecchio giradischi.
La trama, se ve ne è una, si snoda sulle note di canzoni un po’ mélo in un clima crepuscolare.
I ricordi del nostro “Giovanni” richiamano in vita - o in scena - i fantasmi delle donne che lo hanno amato come nella lista. Scrive Garboli nel suo saggio illuminante “il Dom Juan di Moliere” si tratta de “la fuga di un uomo che cerca di sottrarsi all’abbraccio ambiguo e inquietante di tante donne che lo inseguono come fantasmi. Una fuga dunque dalla femminilità e una corsa involontaria verso la morte. Una scommessa contro la morte”.
Lo spettacolo prende il ritmo e il clima dell’avanspettacolo, dove, sempre citando Garboli, “Don Giovanni attraversa la scena sotto la luce dei riflettori come un grande comico ineffabile di maschera funebre e taciturna accompagnato dalla sua spalla: il suo servo”.
Il risultato è un lavoro contaminatissimo perennemente in bilico tra la risata e il pianto tra la tragedia e il lazzo anche un po’ greve, triste in allegria e ilare in tristezza.
Un lavoro di montaggio costruito con materiali eterogenei ed eterodossi, con brandelli di grande poesia che svaniscono in un istante nello sbuffo di cipria di una subrettina che cita Bergman, Fellini, Moliere ma non disdegna le canzonette di moda negli anni ’50.
- Che Don Giovanni dorma.
- Con i sogni o senza sogni?
- Con i sogni, naturalmente.
- E cosa gli dobbiamo far sognare?
- Oh, del paradiso terrestre e dell’amore sopra ogni cosa.
- Non crede che sia troppo crudele, Maestro?
- Niente è abbastanza crudele per colui che ama.
I. Bergman, “L’occhio del diavolo”
Con:
Alice Bever, Adriana Del Duca, Dora De Maio, Francesco De Santis, Chiara Giuliani, Francesca Lugnano, Mauro Milanese, Rossella Vitantonio.
Regia:
Ludovica Rambelli.
LANIFICIO25
dal 25 aprile al 29 aprile 2007
Caravaggio: la conversione di un cavallo al Teatro Trianòn di Napoli martedi 6 marzo 2007
Marzo 3, 2007

compagnia di teatro MALATHEATRE:
“Caravaggio: la conversione di un cavallo”.
17 tableaux vivants dall’opera di Michelangelo da Caravaggio
Regia di Ludovica Rambelli
In scena Mauro Milanese, Dora De Maio, Francesca Lugnano, Adriana del Duca.
marted’ 6 marzo 2007 dalle ore 19, nell’ambito della rassegna “Ma le femmine..”
TEATRO TRIANON
piazza Vincenzo Calenda (Forcella) Napoli
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Scheda dello spettacolo:
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Guarda il video dello spettacolo
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Caravaggio al giorno della memoria di Napoli
Gennaio 24, 2007

Magic Swing (introducing Johnny) al Mutiny di Napoli
Gennaio 16, 2007
malatheatre ritorna con il terzo capitolo di “the seven red roses”

MAGIC SWING (introducing Johnny n. 1)
“Les roses rouges” questa volta, appariranno e svaniranno, appariranno e svaniranno in un turbinio di petali e lustrini sotto gli occhi stupefatti degli avventori del Mutiny tra ritmi “saltellanti” di indimenticati swing grazie alla maestria di Monsieur Le Swing, colui che inventò la pratica dello scambio. (Da qui il termine utlizzato dagli anglofoni: “swingers”.)
18 gennaio 2007 dalle ore 23
MUTINY REPUBLIC
via Bellini, 45 Napoli
333/6534273
Caravaggio alla sala Santa Chiara di napoli
Dicembre 18, 2006
23 dicembre 2006 Sala Santa Chiara - piazza del Gesù - Napoli
Malatheatre in “Caravaggio: la conversione di un cavallo”
17 tableaux vivants dall’opera di Michelangelo da Caravaggio

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Scheda dello spettacolo:
http://malatheatre.wordpress.com/2006/07/01/la-conversione-di-un-cavallo/
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Guarda il video dello spettacolo
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http://www.i-ken.org/
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Garde-nous la derniere danse
Dicembre 5, 2006
Musica anni 50 e 60 al Lanificio 25 mercoledì 13 dicembre 2006
Mutiny Republic giovedì 7 dicembre 2006.
E’ gradito l’abito in tono con la serata.

MUTINY REPUBLIC
via Bellini, 45 Napoli
333/6534273
“Caravaggio: la conversione di un cavallo” al Lanificio 25 di Napoli
Novembre 22, 2006
Venerdi 24 novembre 2006 (dalle ore 21)

compagnia di teatro MALATHEATRE:
“Caravaggio: la conversione di un cavallo”.
17 tableaux vivants dall’opera di Michelangelo da Caravaggio
Regia di Ludovica Rambelli
In scena Mauro Milanese, Dora De Maio, Francesca Lugnano, Adriana del Duca.
LANIFICIO 25
Piazza Enrico de Nicola, 46
(Porta Capuana) Napoli
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Scheda dello spettacolo:
http://malatheatre.wordpress.com/2006/07/01/la-conversione-di-un-cavallo/
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Guarda il video dello spettacolo
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“the seven red roses” il 16 nov 06 al Mutiny Republic di Napoli
Novembre 12, 2006
Malatheatre torna al Mutiny con “the seven red roses”. Dopo “Caravaggio: la conversione di un cavallo” questo nuovo lavoro “the seven red roses” è un’opera in musica contemporanea in nove movimenti. Nove appuntamenti con nove performance sui temi dell’amore e la morte, la seduzione e la passione, tra mambi scatenati e toccanti madrigali. Giovedì 16 novembre 2006 i primi due movimenti:
Movimento n.1 Tango con enfasi
con Adriana del Duca
Movimento n.2 Ragtime con molto brio
con Dora De Maio e Francesca Lugnano
MUTINY REPUBLIC
via Bellini, 45 Napoli
333/6534273
video - la conversione di un cavallo - promo
Agosto 20, 2006
“la conversione di un cavallo”/“the conversion of a horse”
17 tableaux vivants dall’opera di Michelangelo da Caravaggio
registrato a Napoli il 24 Luglio 2006
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Scheda dello spettacolo:
http://malatheatre.wordpress.com/2006/07/01/la-conversione-di-un-cavallo/
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English users here!
Agosto 10, 2006
“Caravaggio: la conversione di un cavallo” (Caravaggio: the conversion of a horse)
this show is composed by 17 “tableaux vivants” from the materpieces of Caravaggio.
“La Conversione di un Cavallo” is a work of great visual impact yet extreme simplicity. Using the technique of “tableaux vivants”, the scenes are composed of minimal elements (fabrics of varied colors and texture, common objects) which are used by the actors as they “compose” the 17 canvases in front of the audience. Once constructed, the paintings created the scene that would have appeared in the artists’ studio. The costumes and fine drapery are transformed in seconds by the ability of the actors who each take on the role of model, scenographer, costumer and props manager. The action is immobilized as if illuminated by one lone flash of lighting as one moment, one “perfect” gesture brings to life the heart of the painting. The impeccable iconographic precision, the expressive force of bodies and faces in the characteristic lateral “cut” of light, fully bring out the “poetry of reality” which constitutes what distinguishes the works of Michelangelo da Caravaggio.
“Great painting gives the impression that God is in touch with a point of view of the world with a prospective, without either the painter or the painting’s admirer interrupting to disrupt the face to face. From here is the silence of great painting.
For this reason there isn’t great painting without sanctity or something very similar.”
Simone Weil
The performance lasts for a minimum of 30 minutes. It has a cyclical, sequential structure using the repetition of music which always begins after each first and last painting. The music is taken from operas of Mozart, J.S. Back, Vivaldi and Sibelius.
Caravaggio can suit in any kind of place: theatre, museum, outside a church, we even played in a big private house.
see the video at http://malatheatre.wordpress.com/2006/08/20/video-la-conversione-di-un-cavallo-promo/
the second show is Johnny and the seven red roses takes inspiration from the myth of Don Juan.
One gentleman with his butler makes a trip through the darkness of his soul in company of 7 women, sensual ghosts or poor actors?
Both shows are not spoken except some little speech in english, spanish or italian. This make them very enjoyable for all kind of audience.
contact us at mala@malatheatre.com
da non perdere
Luglio 8, 2006
dal 2 al 6 agosto 2006
malatheatre sarà ospite al festivalTroiaTeatro www.troiateatro.com
con lo spettacolo “La Conversione di un cavallo”
… a suivre…
prossimi spettacoli
Luglio 3, 2006
2 luglio 2006
Lido la Rotonda - via napoli Bagnoli NA
dalle ore 20 malatheatre in “Conversione di un cavallo”
in collaborazione con I-KEN
… a suivre…
la conversione di un cavallo
Luglio 1, 2006
la conversione di un cavallo
17 tableaux vivants dall’opera di Michelangelo da Caravaggio
Alice Bever, Francesco de Santis, Dora de Maio, Francesca Lugnano, Mauro Milanese, Gaetano Coccia,
Regia di Ludovica Rambelli
“La grande pittura dà l’impressione che Dio sia in contatto con un punto di vista sul mondo, con una prospettiva, senza che né il pittore né chi ammira il quadro s’intromettano a turbare il faccia a faccia.
Da qui il silenzio nella grande pittura.
Per questo non c’è grande pittura senza santità o qualcosa di molto simile.”
Simone Weil
Questo lavoro, costruito con la tecnica dei “tableaux vivants”, è di estrema semplicità e insieme di grande impatto visivo. In scena pochi e semplici elementi (stoffe di diverso colore e spessore, oggetti di uso comune) con cui gli attori compongono sotto gli occhi degli spettatori 17 “tele”. I quadri così costruiti, si mostrano come nello studio del pittore; i costumi ed i ricchi drappeggi si formano in pochi istanti grazie all’abilità degli attori che sono insieme modelli, scenografi, attrezzisti della messa in scena. L’azione si immobilizza come in un lampo di luce al magnesio, nell’istante di un gesto “perfetto”, restituendo l’emozione del dipinto. L’estrema correttezza iconografica, la forza espressiva dei corpi e dei volti degli attori nel caratteristico taglio laterale della luce, restituiscono appieno quella “poesia della realtà” che costituisce il segno distintivo dell’opera di Michelangelo da Caravaggio.

Note di regia
Da anni sono affascinata dal lavoro sui tableaux vivants, o quadri viventi. Una forma d’arte caduta in disuso dopo grandi fortune nei salotti settecenteschi, e un breve ripescaggio da parte delle avanguardie dei primi del novecento, e poi da lì nel varietà (dove venivano usati per far passare i nudi integrali attraverso le rigide maglie della censura).
Ne la “Conversione di un cavallo” i tableaux propongono 17, ma potrebbero diventare di più opere del grande maestro Caravaggio. In scena solo stoffe e pochi oggetti che, con gli attori prendono forme e senso nuovi, restituendo l’atmosfera dello studio di un pittore, con i suoi modelli fermati, come dal lampo di luce al magnesio di uno scatto fotografico, nell’istante di un gesto “perfetto”.
Note tecniche
La performance ha una durata minima di 25 minuti; ha una struttura circolare, un loop musicale che riprende sempre dal primo – e ultimo – quadro. Le musiche sono tratte dal Requiem di W. A. Mozart, La passione secondo Matteo, e La passione secondo Giovanni di J.S. Bach, e il Valse Triste di Sibelius.
Foto di Cristina Ferraiuolo e Stefano Mavilio
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Guarda il video dello spettacolo
http://malatheatre.wordpress.com/2006/08/20/video-la-conversione-di-un-cavallo-promo/
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malatheatre
Luglio 1, 2006

Malatheatre è un progetto teatrale che attraversa i generi, tutti i generi; e per generi non si intende necessariamente i generi teatrali; si muove attraverso la memoria, le memorie: del cinema e della musica, delle arti figurative, dell’opera buffa e del teatro dialettale, della poesia e così via, senza esclusioni fino all’aneddotica passando magari per la filosofia morale.
Lavora sulla composizione armonica di elementi molto diversi tra loro, spesso solo in apparenza incompatibili, appartenenti ad epoche e storie molto differenti, che trovano però all’interno del quadro totale la loro ragione d’essere, per acquisire significato e senso, spesso un senso altro, un senso imprevisto. È teatro antico e moderno, antico perché non rinnega la storia, moderno perché della storia non accetta la logica lineare, non accetta la logica secondo la quale il “prima” viene inevitabilmente prima del “dopo”: mette tutto insieme e contemporaneamente, visioni parallele della stessa realtà senza tempo, guarda alla realtà stesa come senza tempo.
Malatheatre è il teatro del presente assoluto, uno spazio vuoto dove la storia che si racconta, che non sarà mai soltanto una, si mostra per inquadrature, dove l’occhio dello spettatore è costretto a comportarsi come una cinepresa, è costretto a scegliere tra campi lunghi e primissimi piani, obbligato a brusche zoomate su particolari seminascosti sullo sfondo, condannato a doversi sforzare, a cercare con l’occhio ciò che gli interessa, a temere di aver perso qualcosa di importante, di fondamentale. Usa come mezzo espressivo il teatro perché è l’unico in cui la realtà coincide con il presente, e il presente in azione non ha tempo di organizzarsi in storia, non ha “il tempo”, e dunque invece della logica rassicurante di una storia in progressione, che ci si aspetta abbia una morale, che si pretenda abbia una morale, segue la logica dell’intuizione, che di morale non ne ha nessuna o molte.
Malatheatre si appropria di qualunque arte serva al proprio scopo, di qualunque materiale scenico, di qualunque coincidenza, di qualunque aneddoto getti un bagliore di luce su uno strano caso avvenuto, per esempio, cinquecento anni fa, e che abbia attinenza, per esempio, con un altro fatto avvenuto cinquanta anni fa, per costruire l’ipotesi che qualcosa del genere avverrà tra cinque giorni. Mette in scena il mito, con tutte le sue caratteristiche peculiari, e tra queste la principale, il suo essere letteratura e cioè essere contemporaneamente “non ancora” e “già stato” letteratura, il suo poter essere raccontato in qualunque modo si voglia e con qualunque linguaggio senza smarrirsi nel linguaggio, nella forma. Non scrive per il teatro, si lascia scrivere sul palcoscenico dal cinema degli anni ’50 con la collaborazione dei poeti religiosi del ‘200, spinge fuori a forza dall’oblio le voci dei cantanti degli anni ’60, e li costringe a fare da sottofondo radiofonico nella bottega dove Caravaggio sistema cadaveri in posa, incurante del puzzo, canticchiando nel cercare di fare almeno un quadro che non venga giudicato tanto indecente da non essere degno dell’altare, e tanto bello da finire nelle stanze private del cardinale, usa il play back sfacciatamente e le basi registrate se gli attori non hanno voce, e pure se ce l’hanno, tanto è il gusto che prova a resuscitare Hitchcock, Welles, e anche quella sconosciuta che faceva la Volpina con Fellini.
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Malatheatre, based in the heart of Naples, Italy is an ongoing theatre project which continues to produce works which are performed throughout Italy. This group, led by Ludovica Rambelli, director, scenographer, stage manager and producer includes a mix of artists, students, musicians, dancers and acrobats from Italy and the world.
The work of Malatheatre defines the meaning of ensemble: each actor is integral to the scene. There are no curtains or “off stage” but a continual shift of focus from background to foreground, principle actor to chorus. An actor with Malatheatre uses the flow of the rhythm of the words and music to direct the intention of the movement. The performer’s ear and body is a finely-tuned instrument: every gesture and sound is carefully crafted to “harmonize” with the other actors. This extremely physical theater requires not only a maximum precision and technical ability but also determined spontaneity. Precision and rhythm make up the base from which any piece is created during hours of structured improvisations. These improvisations are then modified and polished by Rambelli who weaves them with the fabric of the music, scenery and theatre space.
Malatheatre’s repertoire is in continual metamorphosis, being adapted for different spaces which include churches, clubs, universities, theatres, courtyards, beachfronts, homes, bars, piazzas. The performances balance on a very delicate line between light and dark and it is these very contrasts which define the works of Malatheatre. Colors and faces, fabric and furniture move to a foundation of music: the music and bodies are completely in synch. It is this attention that makes the performances of Malatheatre honest and powerful, as Rambelli uses each, individual strength, talent and energy channeled to an incredibly unique theatrical experience.